Come si diventa SEO specialist – Un piccolo esperimento per tutti!!

Come si diventa SEO specialist – Un piccolo esperimento per tutti!!

La capacità di ottimizzazione on-page/site ed off-site, con effetto il posizionamento naturale sui motori di ricerca, è considerata una delle migliori competenze che un “marketer digitale” può avere.

Ottimo, quanto conosci il SEO? Sai il suo significato? Sai che è una delle aree più importanti del marketing digitale?

Se sei arrivato/a su questa pagina perché vuoi capire come si diventa un SEO specialist e, leggendo le prime righe hai notato più volte la parola marketing, ti voglio rassicurare fin da subito; per svolgere questa professione, non occorrono lauree e master vari in marketing ma, l’ingrediente principale dovrà essere la voglia di imparare il più possibile.

Come facevo notare in un mio precedente articolo “Professionista SEO”, oggi le ricerche su Google a livello globale sono circa 72.000 al secondo che, moltiplicate per 84.600 secondi di una giornata, portano un risultato di oltre 60 miliardi di ricerche al giorno😱… una cifra che si fa fatica anche a pronunciare.

Da questi numeri si può capire perché le aziende paghino sempre più profumatamente dei SEO specialist, e non semplicemente per la nomina acquisita e coniata nel tempo ma, sopratutto per il valore che riescono a portare all’azienda; se anche tu stai iniziando ad interessarti a questo mondo, e stai cercando consigli utili, sappi che in questo articolo non troverai una guida su come diventare un SEO specialist step by step ma, ti farò fare un giochino mentale, che ti porterà a capire le basi del funzionamento di un motore di ricerca. Così facendo sarai in grado di capire da solo da dove iniziare.

Un errore che moltissimi neofiti fanno, come lo è stato per me, è quello di voler portare risultati ancora prima di avere iniziato; ovviamente tutti quelli che lavorano in questo settore vivono di risultati. Quando si è agli inizi è molto difficile portare fin da subito dei risultati concreti, e quindi , si cercano delle “scorciatoie”. Il nostro documentarci su queste scorciatoie ci porterà inevitabilmente ad accantonare le vere basi e nozioni sul SEO, pensando che per posizionare un sito basti fare dei backlink1 ed ottimizzare le pagine con la parola chiave d’interesse, questo potrebbe essere uno dei motivi per il quale oggi ci sono moltissimi Esperti SEO di cartone.

Se vuoi diventare un esperto SEO devi imparare a pensare come un motore di ricerca, l’approccio a questo articolo sarà leggermente diverso, andremo infatti a creare nella nostra mente un motore di ricerca ( volendo puoi anche creare uno schema su un foglio di carta ).

Da qui inizia il giochino!!

Per arrivare ad essere un motore di ricerca dobbiamo partire dal basso, quello che dovremo fare sarà creare una directory2 ad esempio di tutti i siti web della tua città e, classificarli per parole chiave diverse.

Supponiamo che ci siano 100 siti web nella tua città.

Come inizieresti?? 😯

Il tuo primo compito sarà quello di elencare tutti i siti web disponibili nella tua città, a cui è possibile accedere tramite il dominio3 pubblico.

(Dato che stai costruendo il tuo motore di ricerca come esperimento mentale, supponiamo che non ci siano motori di ricerca nel mondo mentre stai facendo questo lavoro.)

Come faresti a trovare i nuovi siti web per aggiungerli alla tua lista?

Il modo più semplice sarebbe quello di seguire i collegamenti esterni di cui dispongono i siti web, seguendo i collegamenti avrai la possibilità di atterrare su nuovi siti, che possono entrare a far parte della tua lista.

Ma questo elenco di URL4 non ti sarà sufficiente.

Chiunque cercherà siti web sulla tua directory, vorrà maggiori informazioni che riguardino gli interessati.

Quindi…

Andando sempre a fare la cosa più semplice, creerai dei titoli e delle descrizioni riguardanti i siti web, per rafforzare la comprensione da parte dell’utente.

Eseguita la ricerca dei nuovi siti web, avrai una lista simile a questa:

10 siti web sui ristoranti;

10 siti web di istituti educativi;

10 siti web che riguardano cliniche odontoiatriche; e via dicendo con le altre attività.

Ora mettiamo che qualcuno cerchi “Dentista” nella tua città, tu potrai elencargli tutti i siti web che riguardano i dentisti che hai trovato durante la tua ricerca

Molto tempo fa, la maggior parte dei motori di ricerca facevano solo questo, ovvero, elencavano le loro scoperte; erano praticamente delle enormi directory che rispondevano ai termini di ricerca, in maniera molto statica.

Bene, come ho detto prima, l’obiettivo è quello di creare un motore di ricerca, diciamo che possa fungere in tutto il mondo, proprio come Google.

I fondatori di Google erano consapevoli del fatto che non sarebbe stato possibile visitare e seguire i collegamenti che esistono su tutti i siti (manualmente 🤯).

Questo perché esistono miliardi e miliardi di siti web.

Così hanno creato un crawler5.

Quest’ultimo scopre in maniera automatica tutti i siti web, passando da un sito all’altro.

Quando un sito web ha un collegamento esterno ad un altro sito, questo simpaticissimo Crawler seguirà il Link6 , una volta atterrato sul sito esterno, seguirà tutti i link interni ed esterni, e così via.

A questo punto potresti pensare che il lavoro sia terminato, perché, creando questo crawler, si è riusciti ad automatizzare un enorme mole di lavoro, grazie a questo la lista dei siti web aumenterà a vista d’occhio.

Quindi queste SCOPERTE su larga scala possono bastare?

Ovviamente NO!

Il primo problema ovvero la scoperta di nuovi siti web è stato risolto, il prossimo problema che dovrai affrontare riguarderà invece la RILEVANZA.

Questo perché l’obiettivo è quello di diventare un motore di ricerca e non limitarsi ad essere una directory, dovrai quindi fornire risposte pertinenti in base ai termini di ricerca che utilizzano i tuoi utenti.

Ecco perché è necessario raccogliere ulteriori informazioni oltre all’URL del sito web, durante la tua fase di ricerca/scoperta.

Quello che sarai in grado di raccogliere a questo punto saranno, Titolo, Descrizione e Parola chiave.

Se non è il primo articolo che leggi riguardante il SEO, questo termine non ti sarà nuovo: META TAG.

In ogni caso, cos’è un meta tag?

Questo è quello che riporta Wikipedia:

meta tag, o tag meta, sono metadati utilizzabili nell’HTML per veicolare informazioni aggiuntive correlate alla pagina web che ne fa uso. Sono in genere analizzati e utilizzati per mezzo di sistemi automatici (come i browser o i motori di ricerca), che li possono elaborare per fornire servizi o funzionalità specifiche.

Ed ecco che per risolvere il problema della rilevanza ti vengono in aiuto questi meta tag, ogni sito avrà quindi un meta tag title, con titolo della pagina annesso, meta tag description con descrizione del contenuto della pagina  e, all’interno del meta tag keyword7 , le parole chiave per cui il sito vuole essere posizionato.

É quindi semplice capire che quando i diversi meta tag combaceranno con il termine cercato, avremo trovato la risposta giusta alla domanda dell’utente, ad esempio, se un utente cercherà “Ristoranti” gli verranno mostrati i risultati in cui nei vari meta tag è presente il termine.

Il motore di ricerca dovrà dare risposte pertinenti ovviamente, quindi se il termine sarà “Ristoranti”, i risultati non potranno essere siti web riguardanti “cliniche odontoiatriche”

Generalmente la rilevanza è anche determinata dalle informazioni presenti sulla pagina, se prendiamo i termini detti in precedenza, il sito web di un ristorante dovrà avere un contenuto (e delle parole chiave all’interno) correlato al cibo, ai piatti, al servizio ecc. mentre quello di una clinica odontoiatrica, dovrà essere correlato ad otturazioni, estrazioni ecc.

In base a questi incroci di informazioni e meta dati, il motore di ricerca riuscirà a dare la risposta corretta.

Nessuno ti vieta di creare delle linee guida per il tuo motore di ricerca, cercando così di formare e informare tutte quelle persone che, si occupano dello sviluppo in un sito web. (queste sono quelle di Google)

Così facendo avrai sempre risultati più pertinenti, e riuscirai a dare sempre di più risposte esatte ai tuoi utenti, in questo caso questa ottimizzazione dei dati e delle informazioni, viene chiama “Ottimizzazione on-page8 .

Bene, tutto questo sarà abbastanza, potremo considerare il nostro motore di ricerca finito??

Io credo di no, come motore di ricerca bisognerà affrontare un altro fattore determinante legato alla QUALITÀ.

Anche in questo caso è abbastanza semplice capire perché ci dobbiamo occupare della qualità, se l’obiettivo è quello di diventare uno dei più grandi e conosciuti motori di ricerca al mondo, non possiamo permettere che il livello di qualità dei nostri risultati sia basso.

Cosa succederebbe se i risultati del termine “ristorante a…” fossero al contrario, ovvero, venissero elencati prima i peggiori e i migliori ristoranti per ultimi, o addirittura non in elenco?

Ovviamente i tuoi utenti si dimezzerebbero poco alla volta, questo perché i tuoi suggerimenti/risposte non sono di qualità.

In questo caso per valutare la qualità di un sito web dovremo appoggiarci a valutazioni esterne, questo perché ognuno di noi si definisce il numero 1, sappiamo bene come funziona il mondo; è molto probabile infatti che nei 10 siti che appariranno nei risultati di ricerca per “Ristorante a…”, troveremo all’interno del testo oppure del titolo frasi simili a “Il miglior ristorante di…Venite a mangiare dai migliori in zona” e altre frasi di questo genere.

Quindi non potremo basarci esclusivamente su quello che il proprietario del sito esprime sulla sua attività ma, prenderemo in considerazione elementi esterni.

Proprio come succede nella vita offline, se di una attività ne parlano bene e in molti, la sua autorità tenderà ad aumenterà, e così anche la sua clientela.

Con il nostro motore di ricerca dovremo emulare quello che succede offline, ovvero, dovremo essere in grado di percepire i segnali e le menzioni che le persone inviano tramite i blog, i magazine, i social network ecc.

Così facendo riusciremo ad avere una panoramica più ampia soprattutto da un punto di vista dell’utente, quindi, se di un ristorante ne parlano bene in molti sia su blog di settore che nei vari social network, il sito del ristorante avrà maggiori possibilità di posizionarsi tra i primi risultati del nostro motore di ricerca.

Se un ristorante è privo di collegamenti o menzioni, quest’ultimo avrà meno probabilità di posizionarsi in cima all’elenco dei risultati di ricerca.

( !! Alla pari di tutte le ottimizzazione dette in precedenza !! )

In questa maniera siamo riusciti a trovare una soluzione per la  QUALITÀ.

In gergo tecnico questo tipo di lavoro viene chiamato SEO offpage.9 

Google riesce a fornire le migliori risposte perché raccoglie quotidianamente e da anni, tonnellate di dati dai suoi utenti.

Dati come: citazioni, cronologia di ricerca, ricerca di brand, recensioni, tempo di permanenza su un sito e centinaia di altri dati.

Come regola predefinita il SEO offpage dovrebbe essere fatto in maniera naturale dall’utente, intendo dire che il proprietario di un sito web non dovrebbe creare da solo delle citazioni e menzioni in giro per il web, ma queste, dovrebbero arrivare in maniera naturale.

Diciamo quindi che saranno gli utenti a fare il SEO offpage.

**Apro una piccola parentesi su quest’ultima parte;  White Hat10  e  Black hat11 , sono due appellativi con cui riconosciamo il modo di lavorare di un SEO. Il primo segue le linee guida rilasciate dal motore di ricerca, il secondo invece, cerca alcune scorciatoie per ottenere maggior visibilità in minor tempo.Chi conosce bene questo mondo sa che Google sta diventando sempre più intelligente e sta diventando sempre più bravo nel riconoscere le tecniche che non fanno parte delle sue linee guida, detto questo, alcune tecniche black hat ad oggi possono ancora portare dei risultati. Ci sono infatti moltissimi siti online che utilizzano queste tecniche, che si posizionano molto bene, almeno finché Google non se ne accorgerà ,questo però, ci fa capire che le tecniche di black hat non sono del tutto defunte.**

Cerchiamo di riassumere in breve, quello che il nostro motore di ricerca sarà in grado di fare:

  • SCOPERTA – utilizzerà un crawler per scoprire i siti web che esistono online.
  • RILEVANZA – il nostro crawler analizzerà tutti i dati che incontrerà durante la sua ricerca e solo quando questi combaceranno con il termine cercato, darà i risultati.
  • QUALITÀ – grazie al crawler sarà possibile analizzare le citazioni, menzioni, collegamenti esterni, tempo di permanenza e centinaia di altri fattori che aiuteranno il motore di ricerca a determinare la qualità di un sito web.

Bene siamo giunti al termine, abbiamo “ creato“ un motore di ricerca che riuscirà a soddisfare la maggior parte delle domande che gli verranno poste, quello che ci rimarrà da fare sarà, aggiornare gli algoritmi affinché le risposte siano sempre più pertinenti e possano sempre di più soddisfare l’esigenze degli utenti.

Qua finisce il giochino!!

Ovviamente questo era un semplice esperimento, Google ci ha impiegato più di 20 anni per essere il colosso che è oggi, e continua ogni giorno a fare prove sul proprio algoritmo, per soddisfare al massimo il proprio parco cliente. ( praticamente il 95% delle ricerche che vengono fatte sul web 👀 )

L’intento era quello di comprendere meglio come ragiona un motore di ricerca, quello che il motore di ricerca si aspetta da noi sono Meta Tag correttamente ottimizzati, un contenuto originale ed esaustivo, e che gli utenti parlino di noi in giro per il web, lasciando citazioni, collegamenti ecc.

Partendo da questo piccolo esperimento sono sicuro che potrai toglierti delle soddisfazioni sia che tu voglia posizionare il tuo sito web, sia che tu voglia diventare un SEO specialist; ovviamente non bastano queste semplici nozioni per posizionare un sito ma, sono comunque un ottimo punto di partenza che moti ignorano.

Sei ti è stato d’aiuto, se non ti è piaciuto minimamente o se condividi questi concetti, lascia un commento, sarò felice di poterti rispondere oppure, se non ti vuoi esporre troppo, in basso a sinistra troverai delle stelline, dai un voto da un minimo di 1 ad un massimo di 5. 🤩

Grazie per aver letto l’articolo.
Buona continuazione!!


1. BACKLINK – Sono dei collegamenti che un sito ha in entrata da siti esterni. (Questo è un backlink, che riporta a wikipedia)

2. DIRECTORY – Sono dei siti web che ospitano altri siti web, alcune sono generaliste altre invece, di settore; questa è una directory.

3. DOMINIO -Il dominio è il nome del sito, ad esempio: il mio sito si chiama “perbacco”, seguito da un “punto” e successivamente dall’estensione “net”, andando a creare un dominio.

4. URL – Uniform Resource Locator, è l’acronimo utilizzato per identificare un preciso indirizzo web, l’url è solitamente composta da : dominio + nome pagina. Esempio pratico: perbacco.net→ (dominio principale) /cosa-fa-un-seo→ (nome pagina), andando così a creare un URL → perbacco.net/cosa-fa-un-seo

5. CRAWLER – É un software che analizza in maniera automatica le pagine presenti sul web.

6. LINK – É un collegamento che può essere sia interno che esterno al sito.

7. META TAG KEYWORD – Questo tipo di meta tag non viene più preso in considerazione da molti anni, agli inizi è stato un tag fondamentale per il posizionamento dei siti web.

8. OTTIMIZZAZIONI ON-PAGE – Sono tutte le ottimizzazioni che si possono fare all’interno di una pagina web, per favorire il posizionamento sui risultati di ricerca.

9. SEO OFF-PAGE – Sono tutte quelle azioni che vengono fatte al di fuori del sito web.

10. WHITE HAT – Letteralmente Cappello Bianco, in sostanza vuole dire occuparsi di SEO in maniera pulita e seguendo le linee guida del motore di ricerca.

11. BLACK HAT – Cappello Nero, fare SEO cercando di sfruttare i bug del motore di ricerca.

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